Ri•tratto

La vita scorre come un tratto unico di matita, o come un filo che lega i momenti. Tempo e Spazio dicono: “”I momenti passano in fila l’uno di seguito all’altro” ma la vita, mentre scorre sul foglio senza staccarsi mai, a volte si ferma, per un attimo o di più.

Lì dove si ferma il suo segno si fa deciso e forte, si ingarbuglia a volte.

Mentre disegni il viso, ad esempio, la matita si può fermare un insiste sull’angolo della bocca o sulla tempia, o sul sopracciglio destro.

La matita non si ferma in un certo momento e in un certo punto “per caso”, si ferma lì perché si sente che lì c’è bisogno di dare valore. Si ferma sulla tempia quando in quel momento lì pulsano forti le emozioni o sul sopracciglio che si contrae quando l’animo è crucciato, ad esempio.

VOLTO IL FILO. SGUARDO.

A volte si ferma per ascoltare le linee che sono passate di lì prima di ora (loro non si sovrappongono per caso). Quando il tratto insiste e si ingarbuglia è perché vuole legare assieme quei tratti passati che sono, evidentemente, necessari alla fisionomia di quel volto. E’ facendo così che il disegno prede forza, il volto prende espressione e la vita prende la sua autentica consistenza.

[Non sempre si ingarbuglia la matita, a volte scorre veloce e fluida. Sulla clavicola, ad esempio, se un quel momento non si hanno grossi pesi sulle spalle]

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